Gap culturale Italia – UAE, Basma Eissa lo rivela in un’intervista a R&P

Gap culturale Italia – UAE, Basma Eissa lo rivela in un’intervista a R&P

Basma Eissa, UAE Executive Director per R&P Consulting e precedentemente collaboratrice del Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum Private Office di Dubai, ha appena terminato la sua prima esperienza italiana. Cogliamo l’occasione per conoscere il suo punto di vista sui rapporti commerciali negli Emirati Arabi Uniti, tenendo conto della differenza culturale.

Domanda. Perché esiste il Private Office?

Risposta. L’obiettivo del Private Office è quello di assistere le imprese che hanno intenzione di entrare nel mercato di Dubai, facilitando così l’ingresso nel nuovo paese. La sua ragione d’essere è fortemente legata alla particolarità del mercato e dalla forte influenza del fattore culturale.

D. Quanto il modo di fare business è legato alla cultura araba?

R. Negli Emirati Arabi sono due concetti praticamente sovrapponibili: il business è cultura, nei ritmi e nelle usanze. Ad esempio, durante il Ramadan l’attività lavorativa rallenta e può influire sulle tempistiche per la conclusione di progetti. Inoltre, la concezione del tempo in Medio Oriente è diversa da quella occidentale: per gli Arabi è preferibile infatti lavorare senza avere restrizioni temporali, ma con più flessibilità.

D. Cosa può determinare la buona riuscita di un progetto di internazionalizzazione negli Emirati?

R. Coltivare delle buone relazioni interpersonali è fondamentale: la cultura araba è fortemente legata alla fiducia, che deve essere costantemente coltivata. In un meeting di lavoro è comune parlare di sè stessi oltre che di affari. Allo stesso modo, una presentazione indiretta via email risulta estremamente inefficace, mentre è fortemente consigliata una presentazione tramite terzi.

D. Cosa ti ha più colpito dell’esperienza in Italia?

R. Parlando di business, ci sono tempistiche più lunghe rispetto a Dubai. Non parliamo di giusto o sbagliato ma solo di due diverse culture. Sul piano personale mi sono sentita la benvenuta: si sono dimostrati tutti molto ospitali, gentili e rispettosi nei miei confronti e non parlo solo dalle persone con cui ho lavorato ogni giorno.