Ha senso parlare di vincitori o vinti nel mercato?

Ha senso parlare di vincitori o vinti nel mercato?

Il mercato finanziario vede ogni giorno un 50% di vincitori e un 50% di vinti, ma chi si accolla veramente il rischio? E di che tipo? Dall’analisi numerica si direbbe che metà della popolazione ha corso un rischio, l’altra no.

Il rischio

Diamo alla parola “rischio” una connotazione spesso più negativa che positiva, ma in finanza il concetto è duplice. Da che parte stare di conseguenza? La risposta è ovviamente riferita al lato positivo del rischio, quindi del guadagno, ma la pratica spesso crea delle false aspettative, purtroppo fuorvianti, di guadagno facile senza rischio.

Già, perché il rischio è ovunque, soprattutto nei mercati finanziari, ma può essere reso positivo e premiante seguendo delle semplici regole di buon senso (evitando così di far credere al lettore che possa diventare un esperto del settore in cinque minuti). La risposta così diventa: non conta essere dalla parte giusta oggi o domani, ma fra 10, 20 o 30 anni, quando il piano di risparmio arriverà alla destinazione che ci si è prefissati.

La pianificazione finanziaria

Alla base di tutto c’è la pianificazione finanziaria: creare un piano di investimento corrispondente ai propri obiettivi futuri permette di evitare di giocare con il “timing” dell’investimento stesso, concentrandosi sui propri obiettivi personali, finalizzando le finanze e soprattutto il risparmio. Eliminando così il concetto di speculazione da questa nuova equazione, l’investimento diventa funzionale e personalizzato.

Lasciate perdere quindi le oscillazioni del mercato, il timing di ingresso ed i consigli dei “guru” della finanza, spesso rilasciati ex-post e non ex-ante. Concentratevi invece su ragionamenti ad alto valore aggiunto, soprattutto dal punto di vista strategico, pianificando il futuro ed automatizzando quanto possibile l’investimento per non cadere in preda alle emozioni di breve, cogliendo così i frutti di lungo periodo e garantendovi una sostenibilità finanziaria futura.

Tutto questo? Certamente, perché cogliere il rischio positivo di mercato significa essere complici del mercato, non subirlo.