Le sfide dell’internazionalizzazione e il ruolo dei commercialisti

Le sfide dell’internazionalizzazione e il ruolo dei commercialisti

Affrontare i mercati esteri è e rimane una grande opportunità per le aziende Italiane che vogliono crescere (o, in alcuni casi, sopravvivere) a fronte di un mercato italiano che riduce le proprie potenzialità. Si tratta tuttavia di una strada in salita e con molte incognite, che richiedono competenze specifiche. Questa consapevolezza è sempre più diffusa e diverse realtà stanno attivando soluzioni per rispondere ad un bisogno che è in primo luogo di conoscenza.

La commissione Internazionalizzazione dell’ODEC di Modena

In tal senso, l’ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODEC) di Modena ha istituito una commissione Internazionalizzazione, il cui obiettivo è approfondire le tematiche relative alla internazionalizzazione delle imprese, fornire informazioni, strumenti, competenze e soluzioni per gli imprenditori che decidano di affrontare lo sviluppo delle proprie aziende oltre confine.

La commissione vede come presidente il dott. Andrea Raimondi, attivo nel mondo delle internazionalizzazioni di impresa da oltre vent’anni, e che in questi anni ha supportato diverse aziende e ha avuto modo di assistere a numerose esperienze di aziende del distretto modenese e non solo. Alcune di queste esperienze sono state molto felici, altre lo sono state meno, proprio per una mancanza di adeguate conoscenze specifiche dei mercati di destinazione.

Come internazionalizzarsi?

«Non esiste una formula magica per l’internazionalizzazione. – dice Andrea Raimondi – Si tratta di un lavoro di collage di molti “pezzi”, ossia di competenze complementari che richiedono professionisti spesso poco abituati a lavorare in squadra, fra cui commercialisti, avvocati, marketing, consulenti del lavoro, tutti con esperienza e vocazione internazionale.»

E continua: «Sono molto onorato di questa nomina, farò del mio meglio per essere all’altezza delle aspettative che sono riposte in questa Commissione, e anche per cogliere una sfida a breve termine per le aziende che si affacciano all’Expo di Dubai 2020, fronte su cui sono molto impegnato negli ultimi 12 mesi, in quanto rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane, ma – come ho avuto occasione di dire anche altre volte – è una opportunità non per tutti, e richiede molti investimenti e una chiara visione di business per portare a risultati di successo!»