Prospettive di crescita delle PMI: spazio all’innovazione

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Prospettive di crescita delle PMI: spazio all’innovazione

Le imprese familiari pesano quasi per l’85% sul tessuto imprenditoriale italiano.

È dunque doveroso capire a che cosa andranno incontro nel prossimo futuro tali aziende, se e quali saranno le loro possibili prospettive di crescita.

Il futuro della piccola e media impresa passerà da alcuni elementi fondamentali: l’innovazione di prodotto e di processo, il sostegno della proprietà intellettuale delle imprese, il rafforzamento finanziario delle PMI, e infine la presenza di team e manager validi al fianco dei leader aziendali.

Guido Corbetta

Così Guido Corbetta, Professore di Strategia dell’Università Bocconi, ha recentemente raccontato a Repubblica, in una intervista pubblicata il 4 Gennaio 2021, provando ad interpretare il futuro delle aziende familiari.

La sua vision sui prossimi anni appare molto chiara: il periodo di generale indebolimento economico che stiamo vivendo sarà sicuramente occasione di selezione, e riuscirà a sopravvivere solo chi saprà adattarsi a nuovi modelli e nuovi parametri di business, di leadership e di sostenibilità.

Tra giugno e ottobre 2020 sono state registrate riduzioni di fatturato per oltre due terzi delle imprese. Il 32,4% delle aziende ha segnalato rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 37,5% ha richiesto il sostegno pubblico per liquidità e credito, ottenendolo nell’80% dei casi [1]. Il sistema delle PMI ha vissuto dunque un momento di innegabile difficoltà.

È però anche vero che se consideriamo la dimensione media delle PMI italiane, e la possibilità di essere reattive di fronte ai cambiamenti del mercato, è possibile recuperare terreno e tornare a guardare al futuro con maggiore fiducia.

Infatti la diffusione della vendita di beni o servizi mediante il siti web è quasi raddoppiata, coinvolgendo il 17,4% delle imprese.

Inoltre, nonostante la crisi, il 25,8% delle imprese è orientata ad adottare strategie di espansione produttiva [2].

Qualche processo di strutturale cambiamento è dunque cominciato.

Per quel che riguarda l’innovazione digitale, la strada appare ancora lunga: nel 2020 l’82% delle imprese con almeno 10 dipendenti, non adotta più di 6 tecnologie tra le 12 considerate dall’indicatore europeo di digitalizzazione (nel Mezzogiorno 87,1%).

Finalmente cresce sensibilmente la quota di imprese che forniscono sui propri siti web informazioni sui prodotti offerti (ora al 55,5%, dal 33,9% nel 2019), ma anche tale quota, considerato il potenziale che questi strumenti digitali offrono, rimane comunque troppo bassa.

Le applicazioni digitali più evolute sono poco utilizzate tra le PMI: circa l’8% dichiara di utilizzare almeno due dispositivi smart o sistemi interconnessi, di robotica e analisi di big data e solo il 4,5% utilizza stampanti 3d nei processi di produzione [3].

C’è quindi ancora parecchio spazio per l’innovazione.

Dal punto di vista della leadership, di fondamentale importanza sarà la capacita di integrare i manager nelle strutture aziendali familiari, oltre che la capacità di essere inclusivi, flessibili e duttili, pur mantenendo fede alla propria storica ed originale identità.

 

[1] Fonte: Comunicato stampa ISTAT, “Situazioni e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19”, 14.12.2020

[2] Fonte: Comunicato stampa ISTAT, “Situazioni e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19”, 14.12.2020

[3] Fonte: Comunicato stampa ISTAT, “Imprese e ICT”, 22.12.2020